UN PONTE FRA LE FATTORIE FAGGIOLI E IL GIAPPONE
Borgo Basino, febbraio 2012. Una delegazione proveniente dal Giappone, composta da imprenditori, amministratori e studenti della “Chuo University” di Tokio e Kyoto, sta effettuando una settimana di “full immersion” nel territorio romagnolo nell’ambito di un programma di incontri per conoscere il “modello Romagna”, organizzato dalle Fattorie Faggioli e E.A.R.T.H. (Accademia Europea che si occupa di sviluppo rurale), nell’ambito di una proficua collaborazione che Fausto Faggioli ha intrapreso da oltre un decennio con le Università giapponesi e, in particolare, con la professoressa Hiroko Kudo, coordinatrice e accompagnatrice della delegazione.
Le numerose attività programmate hanno l’obiettivo di far conoscere agli ospiti nipponici la
realtà rurale, dal punto di vista della conservazione del patrimonio ambientale, di come si
è adeguata alle esigenze della quotidianità la proposta enogastronomica romagnola legata
alla tradizione, con particolare attenzione ai principi della nutrizione, per capire come i
piccoli Comuni amministrano le collaborazioni fra pubblico e privato con l’obiettivo di una
miglior qualità della vita
“Le aree rurali sono una componente essenziale
dell’economia di un Territorio – sottolinea Fausto Faggioli – per la loro capacità
di fornire un contributo positivo ai centri urbani ai fini di uno sviluppo territoriale
equilibrato, rafforzando l’integrazione fra le due culture: urbana e rurale. E di
essere inoltre, il motore creativo di nuove opportunità occupazionali, soprattutto nel
settore dei servizi”.
“Il Giappone – sostiene la professoressa Hiroko Kudo – nonostante le
consistenti tecnologie avanzate, ha conservato intatte tutte le sue tradizioni e quindi, con
il vostro Territorio, condividiamo problemi e opportunità”
Nella sede della
Provincia di Forlì-Cesena, ha accolto la delegazione, l’Assessore provinciale Gian
Luca Bagnara: “Il modello di sviluppo locale basato sullo stretto partenariato
pubblico-privato che caratterizza il nostro sistema agroalimentare ed il territorio rurale
sta diventando sempre più un riferimento internazionale: non possiamo competere sulla base
dei costi delle derrate agricole ma per filiere specializzate ed integrate”.
