IL SALE DI CERVIA CONQUISTA IL GIAPPONE
Un gruppo proveniente da Tokyo e Kyoto in visita al Musa
Dal Giappone a Cervia per scoprire i segreti del sale e delle eccellenze del terriorio,
inesauribile fonte di turismo per la località termale . Questo il tema del viaggio che ha
visto protagonista un gruppo giapponese, proveniente da Tokyo e Kyoto.Il programma,
organizzato dalle Fattorie Faggioli ed E.A.R.T.H. Academy (l’Accademia europea che si occupa
di sviluppo rurale), rientra nell’ambito di una collaborazione nata da oltre un decennio con
la professoressa Hiroko Kudo,che coordina e accompagna il gruppo composto da amministratori,
imprenditori, giovani laureandi e professionisti.
Obiettivo del gruppo nipponico è capire in prima persona come il territorio cervese abbia
creato un prodotto turistico spiccatamente “made in Italy” ma nello stesso tempo di valenza
europea, attraverso la valorizzazione del patrimonio enogastronomico, ambientale, culturale
e delle tradizioni locali. La mattinata, che ha avuto inizio nella suggestiva cornice del
Museo del Sale, dove Oscar Turroni, “salinaro doc” ha accompagnato il gruppo attraverso la
storia dell’oro bianco, ha trovato un coinvolgente momento nel laboratorio delle tele
stampate “C’era una volta” di Maurizio ed Elisa Babbi. Sotto l’attenta guida del “maestro
stampatore” anche le mani inesperte dei giovani giapponesi hanno saputo riprodurre questa
tradizione romagnola del color ruggine. Un “sapere delle mani” che porta avanti una parte
della storia romagnola fatta di creatività e sentimento. La Dispensa di Romagna di Emanuele
Casadei ha concluso l’incontro con Cervia proponendo le più stuzzicanti tipicità
enogastronomiche di questa realtà cervese
“Questo programma che coinvolge turisti,
residenti, organismi pubblici e privati, può essere considerato un vero e proprio progetto
pilota – ha sottolineato Fausto Faggioli, presidente dell’Accademia – perché interlocutori
del gruppo giapponese sono le istituzioni pubbliche, le università, le imprese che hanno
costruito le reti di conoscenze utili a diffondere la cultura della sostenibilità,
scambiando buone pratiche e coltivando idee nuove”. Faggioli conclude affermando che
Cervia è uno degli esempi “più riusciti” di quello che si dice “quando il
Territorio diventa un brand”.
